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	<title>Magister srl &#187; Aria</title>
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	<description>EMISSIONI, ACUSTICA, ANALISI CHIMICHE, IGIENE DEL LAVORO, RIFIUTI, FORMAZIONE</description>
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		<title>Emissioni: piattaforma di lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 10:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il problema relativo alla piattaforma di lavoro presente presso il punto di campionamento si differenzia da quanto detto per il tronchetto di prelievo: infatti mentre l’installazione o la sostituzione di quest’ultimo risulta cosa di per se facilmente attuabile, per quanto riguarda la piattaforma di lavoro si devono tenere in considerazione sia fattori di pura progettualità, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il problema relativo alla <strong>piattaforma di lavoro</strong> presente presso il punto di campionamento si differenzia da quanto detto per il tronchetto di prelievo: infatti mentre l’installazione o la sostituzione di quest’ultimo risulta cosa di per se facilmente attuabile, per quanto riguarda la piattaforma di lavoro si devono tenere in considerazione sia fattori di pura progettualità, sia fattori prettamente pratici relativi alla sua installazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’adozione di piattaforme sviluppabili in caso di campionamenti alle emissioni, è affetta da numerosi vizi correlati alla corretta selezione del mezzo: in base alle dimensioni necessarie in piattaforma, dalla portata, dal numero degli addetti per i quali è omologato, per la categoria di utilizzo (interno o esterno) e alle classi eoliche che il sistema può sopportare; infine ma non ultimo per importanza assume notevole rilievo, lo studio delle caratteristiche del terreno e gli spazi operativi dell’area dove il mezzo andrà ad operare.</p>
<p style="text-align: justify;">Le piattaforme telescopiche e a pantografo necessitano della presenza a bordo della piattaforma di un manovratore, oltre che di una persona addestrata a terra per eseguire la manovra di emergenza. La piattaforma, se utilizzata in esterno, deve essere altresì dotata di sistema di rilevazione del vento.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ opportuno far rilevare, che la scelta di piattaforme mobili per una postazione fissa, deve essere opportunamente giustificata dalle cause ostative per la realizzazione di strutture permanenti</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2003 è stata emanata una norma europea divisa in quattro parti e recepita anche in Italia dall’UNI come <strong>UNI EN ISO 14122</strong> che, pur essendo specifica nel campo della sicurezza dei macchinari, può essere estesa anche al settore emissioni. Proprio la <strong>parte 2</strong> definisce come piattaforma di lavoro una “superficie orizzontale utilizzata per il funzionamento, la manutenzione, l’ispezione, la riparazione, il <strong>campionamento</strong> e le altre fasi di lavoro relative al macchinario”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una norma specifica (UNI EN 13284) indica quali caratteristiche deve avere la piattaforma di lavoro per il campionamento di microinquinanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si ricorda, inoltre, che il datore di lavoro dell’impresa sottoposta a verifica, ai sensi dell’art. 26 comma 2 del D.Lgs. 81/08, ha l’obbligo di redigere il documento di valutazione dei rischi contro le interferenze (DUVRI). Tale documento deve essere sempre disponibile al momento dell’accesso degli organi di vigilanza.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>REQUISITI DELLE PIATTAFORME DI LAVORO PER CAMPIONAMENTI DI EMISSIONI CONVOGLIATE</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Le piattaforme di lavoro devono essere fissate stabilmente alla struttura e caratterizzate da:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;">Praticità</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">essere adeguate alle esigenze dei compiti da svolgere (libertà di movimento, carichi da applicare ecc.)</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">tenere conto della trasportabilità della strumentazione da usare</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">essere idonee alla durata del compito da svolgere</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">essere sufficientemente ampie per il numero di operatori che si trovano a operare (in generale almeno 2 persone)</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">avere una superficie tale per poter eseguire movimenti di lavoro non limitati e la necessità di spazio adeguato durante l’utilizzo della strumentazione</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Sicurezza e costruzione</span></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">essere sufficientemente stabili, rigide e resistenti a tutti gli agenti ambientali siano essi naturali (es. agenti climatici) che artificiali (es. agenti chimici)</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">avere una pavimentazione costruita in modo tale da non consentire accumuli di acqua o di materiali solidi, specialmente nelle parti di giunzione, per non provocare scivolamenti, ostacoli o inciampi</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">avere proprietà antiscivolo durevoli</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">nel caso di piattaforme con pavimentazione aperta sovrastanti corridoi di passaggio, le aperture massime devono essere tali da non consentire il passaggio di una sfera da 35 mm di diametro; nel caso le piattaforme sovrastino punti di lavoro, tali aperture non devono far passare sfere da 20 mm</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">avere, nel caso che i rischi da caduta di oggetti siano superiori a quelli di scivolamento, una pavimentazione esente da aperture</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">essere collocate, per quanto possibile, lontano da fonti di calore o di emissione di sostanze dannose o materiali pericolosi</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">devono avere dei corrimano con catene mobili oppure porte a chiusura automatica nella parte del parapetto che confina con le scale di accesso</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">se possibile, devono essere dotate di prese, spine e apparecchiature elettriche e punti luce, impermeabili se esposte agli agenti atmosferici</span></li>
<li>tutte le superfici aventi una temperatura ustionante (&gt;50 °C), che si trovano nel raggio d’azione degli operatori addetti al campionamento, dovranno essere opportunamente protette o segregate mediante schermi protettivi disperdenti o isolanti (coibentatati)</li>
<li>le superfici aventi una temperatura ustionante, poste al di fuori del raggio d’azione degli operatori ma che si trovano in una zona prossima alla zona di transito e di lavoro, devono essere segnalate in modo idoneo mediante apposita cartellonistica</li>
<li>tutto l’edificio che, pertanto, comprende le strutture metalliche poste in quota, quali camini, torri, condotti, scale, passerelle e andatoie, dovrà essere protetto contro le scariche atmosferiche, se esposto a tale rischio. A tale scopo dovrà essere redatta preventivamente, una valutazione del rischio che stabilisca la eventuale necessità di protezione contro le scariche atmosferiche , in conformità alla norma CEI EN 62305 (CEI 81.10) e quindi realizzare gli apprestamenti previsti dalla citata norma tecnica</li>
<li>essendo la postazione di prelievo, generalmente, collocata in zone remote e spesso in prossimità di impianti tecnologici particolari, che ne discriminano il transito, la segnalazione e la normale comunicazione, le procedure per l’allarme e l’evacuazione devono essere oggetto di particolare attenzione nella progettazione e disposizione dei presidi di comunicazione e di allarme.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Dimensioni</span></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">devono essere dotate di parapetti con corrimano di circa 0,5 m e 1 m di altezza e fermapiedi verticali di circa 0,15 ÷ 0,20 m. Tali parapetti non devono distare più di 50 cm dal tronchetto di prelievo</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">devono avere un’altezza minima libera, sopra la piattaforma di lavoro, di 210 cm (o 190 cm se la piattaforma è usata occasionalmente o se la riduzione di altezza riguarda solo una minima parte)</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">devono poter sopportare un carico concentrato di almeno 400 kg</span></li>
<li>nel caso sia prevista la determinazione di più parametri a una singola emissione, la dimensione e la dotazione della postazione non dovrà determinare ritardi rispetto alla normale operatività dell’ente di controllo</li>
<li>nel caso di sezioni di campionamento con diametro superiore a 500 mm si dovranno esplorare due diametri: pertanto la piattaforma ne dovrà tenere conto. Esempi di piattaforme possono essere:</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><img class="wp-image-1796 aligncenter" alt="Piattaforme" src="http://www.magistersrl.eu/wps/wp-content/uploads/2013/08/Piattaforme.jpg" width="410" height="139" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Parametri da controllare</span></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">per camini dove non è richiesto il controllo dell’isocinetismo, la superficie della piattaforma deve avere un’area minima totale di 2 mq con una lunghezza di fronte al/i tronchetto/i di prelievo non inferiore a 1,2 m;</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">per camini dove è richiesto il controllo dell’isocinetismo o la determinazione delle frazioni fini delle polveri (PM10 e/o PM2,5), la superficie della piattaforma dovrà avere un’area totale non inferiore a 3 mq con una lunghezza di fronte al/i tronchetto/i di prelievo non inferiore a 1,5 m;</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">per camini dove sono da ricercare microinquinanti organici la superficie della piattaforma deve avere un’area totale non inferiore a 5 mq con una lunghezza di fronte al/i tronchetto/i di prelievo non inferiore a 2 m; tale postazione deve inoltre essere protetta con copertura posta a un’altezza di circa 210 cm dal piano di calpestio;</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">per piattaforme circolari o semicircolari che corrono lungo la circonferenza del condotto la larghezza minima deve essere di almeno 80 cm.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Un discorso a parte meritano i punti di emissione dotati di <strong>sottostazione filtrante</strong>; in molti casi la parte superiore del filtro risulta sufficientemente ampia e calpestabile rendendo necessario solo provvedere alle dotazioni dei servizi necessari a completarne l’idoneità</p>
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		<title>Emissioni: camino e punto di prelievo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jul 2013 08:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni emissione deve essere numerata e identificata univocamente con scritta indelebile del numero di emissione e del diametro del camino sul relativo manufatto in prossimità del punto di prelievo. L’altezza delle bocche dei camini deve essere superiore di almeno 1 m rispetto al colmo dei tetti, dei parapetti e di qualunque altro ostacolo o struttura distante meno di 10 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ogni emissione deve essere <strong>numerata e identificata univocamente</strong> con scritta indelebile del numero di emissione e del diametro del camino sul relativo manufatto in prossimità del punto di prelievo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>altezza delle bocche dei camini</strong> deve essere superiore di almeno 1 m rispetto al colmo dei tetti, dei parapetti e di qualunque altro ostacolo o struttura distante meno di 10 m e, inoltre, deve trovarsi a una quota non inferiore a quella del filo superiore dell’apertura più alta dei locali abitati, situati a distanza compresa tra 10 e 50 m (D.Lgs. n. 152/06 parte V, Allegato IX Impianti termici civili, Parte II requisiti tecnici e costruttivi, punti 2.9. e 2.10).</p>
<p style="text-align: justify;">Il riferimento vigente per l’individuazione delle sezioni e dei siti di misurazione in ambito comunitario è costituito dalla norma UNI EN 15259 che definisce criteri generali, sono fatte salve ulteriori specifiche riportate nei metodi UNI EN per i singoli parametri analitici, che vanno a sommarsi ai requisiti generali.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla base di tutto c&#8217;è il principio che il <strong>punto di misura</strong> (o prelievo) deve consentire il campionamento e l’esecuzione di misure in una sezione rappresentativa del camino.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>punti di prelievo</strong> devono essere collocati in tratti rettilinei di condotto a sezione regolare (circolare o rettangolare), preferibilmente verticali, lontano da ostacoli, curve o qualsiasi discontinuità che possa determinare un cambio di direzione del flusso. Per garantire la condizione di stazionarietà necessaria all’esecuzione delle misure e campionamenti, la collocazione del punto di prelievo deve garantire il rispetto delle condizioni indicate dalle norme tecniche di riferimento (UNI EN ISO 16911, UNI EN 15259 al punto 6.2.1), ovvero il bocchello deve essere posizionato almeno <strong>5 diametri idraulici a valle</strong> e almeno <strong>2 diametri idraulici a monte</strong> di qualsiasi discontinuità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il diametro idraulico (Dh) è definito come:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dh = 4S / p</strong></p>
<p>dove:</p>
<ul>
<li>S è la sezione di passaggio</li>
<li>p è il perimetro.</li>
</ul>
<p>Nel caso di condotti circolari, il diametro idraulico coincide con il diametro geometrico interno della sezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni punto di prelievo deve essere attrezzato con tronchetti secondo le indicazioni della norma <strong>UNI EN 15259</strong> al punto 6.2.2 e Annex A.1.</p>
<p style="text-align: justify;">I tronchetti di prelievo devono essere liberi da ostacoli o impedimenti che ne limitino l’accesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per camini in cui i parametri da determinare non richiedono il controllo dell’isocinetismo è consentita l’installazione del <strong>tronchetto di tipo A</strong> come riportato da metodo UNICHIM n. 422 (in pratica il tronchetto con diametro interno da 2”½ con filettatura gas).</p>
<p style="text-align: justify;">Per camini in cui i parametri da determinare richiedono il controllo dell’isocinetismo o dove sono da ricercare le frazioni fini delle polveri il tronchetto di prelievo dovrà avere un <strong>diametro  interno di 4”</strong> per consentire l’ingresso delle sonde di campionamento e dovrà essere munito di controflangia per consentire di fissare la sonda al corpo del camino, secondo le quote riportate nel disegno.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magistersrl.eu/wps/wp-content/uploads/2013/07/Flangia-camino.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter  wp-image-1801" alt="Flangia camino" src="http://www.magistersrl.eu/wps/wp-content/uploads/2013/07/Flangia-camino-1024x379.jpg" width="574" height="212" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In funzione delle dimensioni del condotto devono essere previsti uno o più bocchelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso di più bocchelli sullo stesso piano di prelievo, previsti dalle norme per camini di diametro superiore a 0,5 m, tutti i bocchelli, afferenti al medesimo camino, devono essere raggiungibili senza che sia necessario scendere e risalire dalla postazione di prelievo.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Approfondimenti:</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.magistersrl.eu/emissioni-piattaforma-di-lavoro/">Piattaforma di lavoro</a></li>
<li><a href="http://www.magistersrl.eu/registro-emissioni-e-manutenzioni-impianti/"><span style="line-height: 12.997159004211426px;">Registro emissioni e manutenzioni impianti</span></a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Check-list carrozzerie</title>
		<link>http://www.magistersrl.eu/check-list-carrozzerie/</link>
		<comments>http://www.magistersrl.eu/check-list-carrozzerie/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 10:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>

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		<description><![CDATA[La ARPA ligure ha predisposto una lista di controllo per le attività di carrozzeria; questa permette di verificare il rispetto di vari adempimenti richiesti da leggi nazionali e deliberazioni regionali liguri, ad esempio sulle emissioni in atmosfera e sulla gestione dei rifiuti, nelle carrozzerie presenti in Liguria. Il documento fa riferimento alla deliberazione della Giunta Regionale ligure n. 1260 del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La ARPA ligure ha predisposto una lista di controllo per le attività di carrozzeria; questa permette di verificare il rispetto di vari adempimenti richiesti da leggi nazionali e deliberazioni regionali liguri, ad esempio sulle emissioni in atmosfera e sulla gestione dei rifiuti, nelle carrozzerie presenti in Liguria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il documento fa riferimento alla deliberazione della Giunta Regionale ligure n. 1260 del 29/10/2010 recante &#8220;Rinnovo delle autorizzazioni generali alle  emissioni in atmosfera - art. 272 del D.Lgs. 152/06&#8243;, deliberazione che ha aggiornato i modelli di domanda, i criteri, le procedure e le disposizioni per le autorizzazioni generali.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la deliberazione, modificata poi con DGR 537/2011, la Regione ha rinnovato la documentazione per l&#8217;accesso alla procedura semplificata di autorizzazione per alcune categorie di impianti e attività.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;">check-list destinata alle carrozzerie</strong><span style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;"> è divisa in </span><strong style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;">cinque parti</strong><span style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;">:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">adempimenti di carattere amministrativo;</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">conformità all’autorizzazione;</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">rispetto delle prescrizioni di carattere generale;</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">rispetto delle prescrizioni tecniche;</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">rispetto degli obblighi di legge nella gestione dei rifiuti;</span></li>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">altri adempimenti.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Approfondimenti:</strong></p>
<ul>
<li><a title="Check-list" href="http://www.arpal.gov.it/index.php?option=com_flexicontent&amp;view=items&amp;cid=61&amp;id=723&amp;Itemid=552&amp;goback=.gde_1919103_member_243836322" target="_blank"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Check-list</span></a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magistersrl.eu/check-list-carrozzerie/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Autorizzazione Unica Ambientale &#8211; AUA</title>
		<link>http://www.magistersrl.eu/autorizzazione-unica-ambientale-aua/</link>
		<comments>http://www.magistersrl.eu/autorizzazione-unica-ambientale-aua/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 07:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magistersrl.eu/?p=889</guid>
		<description><![CDATA[Dal 13 giugno è in vigore il DPR 13/03/2013 n.59 che disciplina l&#8217;autorizzazione unica ambientale (AUA) e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale che gravano sulle piccole e medie imprese (come definite d all&#8217;art. 2 del DM 18/04/2005) e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (AIA). Il decreto apporta anche significative novità alla parte V del D.Lgs. 152/06 in tema di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal 13 giugno è in vigore il <strong>DPR 13/03/2013 n.59</strong> che disciplina l&#8217;<strong>autorizzazione unica ambientale (AUA)</strong> e la <strong>semplificazione di adempimenti amministrativi</strong> in materia ambientale che gravano sulle <span style="color: #ff0000;">piccole e medie imprese</span> (come definite d all&#8217;art. 2 del DM 18/04/2005) e sugli<span style="color: #ff0000;"> impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale</span> (<a href="http://www.magistersrl.eu/ippc/">AIA</a>). Il decreto apporta anche significative novità alla parte V del D.Lgs. 152/06 in tema di emissioni in atmosfera</p>
<p style="text-align: justify;">La <span style="color: #00ffff;">AUA sostituisce</span> fino a <span style="text-decoration: underline;"><strong>sette procedure diverse</strong></span> (ad esempio: l’autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali, l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico, ecc.). Basta un’unica domanda da presentare per via telematica allo Sportello Unico per le attività produttive (<strong>SUAP</strong>) per richiedere l’autorizzazione necessaria. Il regolamento non si applica ai progetti sottoposti alla valutazione di impatto ambientale (VIA) laddove la normativa statale e regionale disponga che il provvedimento finale di VIA comprende e sostituisce tutti gli altri atti di assenso.</p>
<p style="text-align: justify;">La richiesta di AUA è necessaria:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">per gli impianti di nuova costruzione o che vengono avviati per la prima volta</li>
<li style="text-align: justify;">per gli impianti che hanno effettuato modifiche</li>
<li style="text-align: justify;">per gli impianti alla scadenza di una delle autorizzazioni o comunicazioni sostituite dall’AUA</li>
<li style="text-align: justify;">per gli impianti non sono disciplinati da IPPC/AIA</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #00ff00;"><div class="frame">MAGISTER FORNISCE IL SUPPORTO NECESSARIO ALLA PREDISPOSIZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA ALL&#8217;OTTENIMENTO DELL&#8217;AUA</div><!-- .frame (end) --></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Il menzionato regolamento, dando avvio all’AUA<strong>,</strong> cerca di risponde al complesso obiettivo che punta al completo snellimento di tutti gli oneri burocratici che sono a carico delle piccole e medie imprese, assicurando in tal modo la certezza dei tempi per il rilascio dell’autorizzazione. Il regolamento, composto da 12 articoli e da un corposo allegato, sostituisce sette diversi provvedimenti e autorizzazioni:</p>
<div style="text-align: justify;">
<ol>
<li> l’<span style="color: #00ff00;"><strong>autorizzazione agli scarichi</strong></span> di cui al capo II del titolo IV della sezione II della Parte terza del D.Lgs. 152/06</li>
<li> la comunicazione preventiva di cui all’art. 112 del D.Lgs. 152/06, volta all’<span style="color: #00ff00;"><strong>utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento</strong></span>, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue derivanti dalle aziende a ciò preposte</li>
<li>l’<span style="color: #00ff00;"><strong>autorizzazione alle emissioni in atmosfera</strong></span> per gli stabilimenti di cui all’art. 269 del D.Lgs. 152/06</li>
<li>l’autorizzazione generale di cui all’art. 272 sempre del D.Lgs. 152/06, inerente la sussistenza di impianti con <span style="color: #00ff00;"><strong>emissioni modestamente rilevanti</strong></span> agli effetti dell’inquinamento atmosferico</li>
<li>la comunicazione o il nulla osta di cui all’art. 8, commi 4 o 6, della L. 447/95, in tema di <span style="color: #00ff00;"><strong>impatto acustico</strong></span></li>
<li>l’autorizzazione all’<span style="color: #00ff00;"><strong>utilizzo dei fanghi</strong></span> provenienti dal processo di depurazione in agricoltura di cui all’art. 9 del D.Lgs. 99 /92</li>
<li>le <span style="color: #00ff00;"><strong>comunicazioni in materia di rifiuti</strong></span> di cui agli artt. 215 e 216 del, più volte citato, D.Lgs. 152/06, sulle procedure di auto-smaltimento e recupero agevolato di rifiuti considerati pericolosi e non pericolosi.</li>
</ol>
</div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong>AUA E REGIONE LOMBARDIA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">In attuazione a quanto previsto dalla <strong>DGR n. 1840/14</strong> Regione Lombardia (con <strong>DDC n. 5513/14</strong>) ha approvato le specifiche tecniche che permettono l’utilizzo della nuova <strong>modulistica unificata</strong> per la presentazione delle istanze di AUA attraverso le piattaforme in uso agli Sportelli Unici (SUAP) del territorio lombardo. Il modello unico regionale per la presentazione dell’istanza AUA è costituito da una parte generale, da <a href="http://www.magistersrl.eu/wps/wp-content/uploads/2013/06/Schede.pdf" target="_blank">7 schede settoriali</a> e dai modelli da utilizzare quali fac-simile degli allegati previsti dalle Schede. Il Decreto ribadisce l’obbligatorietà della trasmissione esclusivamente telematica delle suddette istanze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Approfondimenti:</strong></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><a title="Come funzione l’Autorizzazione Unica Ambientale?" href="http://www.magistersrl.eu/come-funzione-lautorizzazione-unica-ambientale/" target="_blank">Come funziona l&#8217;Autorizzazione Unica Ambientale?</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magistersrl.eu/wps/wp-content/uploads/2013/06/DDC-5513-2014_06_25.pdf" target="_blank">DDC n. 5513/14</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magistersrl.eu/wps/wp-content/uploads/2013/06/DGR-1840_2014.pdf" target="_blank">DGR 1840/14</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magistersrl.eu/wps/wp-content/uploads/2013/06/DPR-2013_13_03-n.59-AUA.pdf" target="_blank">DPR 13/03/2013 n.59 (AUA)</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magistersrl.eu/wps/wp-content/uploads/2013/06/DM-2005_18_04-PMI.pdf" target="_blank">DM 18/04/2005 (PMI)</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.magistersrl.eu/aua-emilia-romagna/" target="_blank">Domanda AUA in Emilia-Romagna</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Emissioni &#8211; modifica sostanziale in regione Lombardia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 21:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magistersrl.eu/?p=881</guid>
		<description><![CDATA[Con Circolare n. 5 del 25/01/2007 (Circolare 1 AMB/2007), pubblicata sul B.U.R.L. del 5.02.2007, n. 5 &#8211; Serie Ordinaria,  la Regione Lombardia, in accordo con le Province lombarde, ha definito gli ambiti di applicazione e le modalità di richiesta dell&#8217;autorizzazione o di presentazione della comunicazione, ai sensi dell&#8217;art. 268, comma 8, del D.Lgs. 152/06. La [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con Circolare n. 5 del 25/01/2007 (Circolare 1 AMB/2007), pubblicata sul B.U.R.L. del 5.02.2007, n. 5 &#8211; Serie Ordinaria,  la Regione Lombardia, in accordo con le Province lombarde, ha definito gli ambiti di applicazione e le modalità di richiesta dell&#8217;autorizzazione o di presentazione della comunicazione, ai sensi dell&#8217;art. 268, comma 8, del D.Lgs. 152/06.</p>
<p>La suddetta Circolare regionale definisce tutte le varie casistiche ritenute come &#8220;modifiche non sostanziali&#8221; ed il facsimile dei documenti da presentare agli Enti.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso di modifica non sostanziale, il Gestore deve inoltrare specifica comunicazione all&#8217;Autorità competente, al Comune territorialmente competente ed all&#8217;A.R.P.A.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come funzione l&#8217;Autorizzazione Unica Ambientale?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 16:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>

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		<description><![CDATA[Per ottenere l&#8217;AUA è necessaria un&#8217;unica domanda che il gestore dell&#8217;impianto (a cui si applica il regolamento) deve presentare, per via telematica, allo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP). Il DPR 59/13 stabilisce che la domanda per il rilascio dell&#8217;AUA, corredata dai documenti, dalle dichiarazioni e dalle altre attestazioni previste dalle vigenti normative di settore [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Per ottenere l&#8217;AUA è necessaria un&#8217;<strong>unica domanda</strong> che il gestore dell&#8217;impianto (a cui si applica il regolamento) deve presentare, per <strong>via telematica</strong>, allo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP).</span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #00ff00;"><div class="frame">MAGISTER FORNISCE IL SUPPORTO NECESSARIO ALLA PREDISPOSIZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA ALL&#8217;OTTENIMENTO DELL&#8217;AUA</div><!-- .frame (end) --></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Il DPR 59/13 stabilisce che la domanda per il rilascio dell&#8217;AUA, corredata dai documenti, dalle dichiarazioni e dalle altre attestazioni previste dalle vigenti normative di settore relative agli atti di comunicazione (notifica e autorizzazione di cui all&#8217;art. 3, c. 1 e 2), deve essere presentata al SUAP che la trasmette, sempre in modalità telematica, all&#8217;autorità competente e ai soggetti di cui all&#8217;art. 2, c. 1, lettera c) e ne verifica, in accordo con l&#8217;autorità competente, la correttezza formale.</p>
<div style="text-align: justify;">
<p>Nella domanda sono indicati gli atti di comunicazione, notifica e autorizzazione di cui all&#8217;art. 3, per i quali si chiede il rilascio dell&#8217;AUA, nonché le informazioni richieste dalle specifiche normative di settore.<span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><br />
</span></p>
<p>Il Regolamento assicura la certezza dei tempi: l’autorizzazione viene rilasciata entro<strong> 90 giorni</strong>, a meno che non sia necessaria la convocazione della Conferenza dei Servizi, che si pronuncia <strong>entro 120 giorni</strong> (o 150 nel caso di richiesta di integrazioni).</p>
<p>L’AUA ha <strong>validità di 15 anni</strong> e le Regioni potranno estendere ulteriormente il numero di atti compresi nell&#8217;autorizzazione</p>
<p>Per il <strong>rinnovo dell&#8217;autorizzazione</strong> è prevista una procedura semplificata: ai fini del rinnovo dell&#8217;AUA il titolare dell&#8217;impresa, almeno <strong>sei mesi prima della scadenza</strong>, invia all&#8217;Autorità competente, tramite il SUAP, un&#8217;istanza corredata dalla documentazione aggiornata di cui all&#8217;art. 4, c. 1 (art.5 DPR 59/13).</p>
<p>Se le condizioni di esercizio sono rimaste immutate è, infatti, sufficiente la presentazione di una istanza con una dichiarazione sostitutiva e durante i tempi necessari per il rinnovo, l&#8217;attività potrà proseguire sulla base dell&#8217;autorizzazione precedente.</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.magistersrl.eu/wps/wp-content/uploads/2013/06/DPR-2013_13_03-n.59-AUA.pdf" target="_blank">DPR 13/03/2013 n.59</a></li>
</ul>
</div>
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