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Rifiuti

Scritto il 4 giugno 2013 da admin

NOVITA’: Terre e rocce da scavo, approvato regolamento

Il Consiglio dei ministri ha approvato un regolamento, da attuarsi mediante DPR, che semplifica la disciplina di gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’articolo 8 del decreto legge n.133/2014, convertito, con modifiche, dalla legge 11 novembre 2014, n.164.

Il regolamento definisce un quadro normativo di riferimento completo, chiaro e coerente con la disciplina nazionale e comunitaria, assorbendo in un testo unico le numerose disposizioni oggi vigenti che disciplinano la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo.

 Il decreto ha per oggetto:

  • la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti provenienti da cantieri di piccole e grandi dimensioni;
  • la disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo;
  • l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti;
  • la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

È stato pubblicato il DM 13 ottobre 2016 n-264 contenente il “Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti” che entrerà in vigore il prossimo 02 marzo 2017.

Criteri per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti

+L’obiettivo principale del Decreto è di favorire e agevolare l’utilizzo, come sottoprodotti, di sostanze e oggetti che derivano da un processo di produzione. Il provvedimento, inoltre, definisce alcune modalità con le quali il detentore può dimostrare che sono soddisfatte le condizioni generali di cui all’art. 184-bis del D.Lgs. 152/06

Il decreto si applica ai residui di produzione, ovvero , “ogni materiale o sostanza che non è deliberatamente prodotto in un processo di produzione e che può essere o non essere un rifiuto” mentre non si applica:

  • ai prodotti (ogni materiale o sostanza che è ottenuto deliberatamente nell’ambito di un processo di produzione o risultato di una scelta tecnica)
  • alle sostanze e ai materiali esclusi dal regime dei rifiuti ai sensi dell’art. 185 del D.Lgs. 152/06
  • ai residui derivanti da attività di consumo.

+Circolare n.7619 in merito all'applicazione del D.M. 264/2016
Nella circolare (n. 7619 del 30/05/2017) sono esaminati tutti gli aspetti toccati dal decreto sotto il profilo interpretativo e operativo quali, ad esempio, l’attuazione delle disposizioni del regolamento, il rispetto di requisiti e condizioni, la compilazione della scheda tecnica, la piattaforma telematica di scambio e l’Allegato 1 biomasse residuali per uso energetico. In particolare viene ricordato che il decreto non modifica in alcun modo la normativa di riferimento.

Indicazioni operative:

  • non introduce nuovi criteri, ma si tratta di una guida non vincolante per dimostrare la soddisfazione dei criteri previsti dall’art.184-bis del D.Lgs. 152/06. Il soggetto interessato può quindi scegliere strumenti e metodi diversi per dimostrare il rispetto dei suddetti criteri. Inoltre gli strumenti proposti dal D.M. sono utilizzabili anche per residui diversi da quelli elencati. Alla non obbligatorietà dell’applicazione del D.M. consegue anche il fatto che tale applicazione non può essere considerata come condizione necessaria per poter svolgere un’attività di gestione di sottoprodotti, e quindi anche durante eventuali ispezioni non può esserne richiesta l’applicazione;
  • non contiene un elenco di materiali senz’altro qualificabili come sottoprodotti né un elenco di trattamenti classificabili a prescindere come “normale pratica industriale”, in quanto occorre sempre effettuare una valutazione del singolo caso specifico (“caso per caso”);
  • i requisiti previsti devono essere soddisfatti in tutte le fasi di gestione dei residui, dalla loro produzione fino al loro impiego finale come sottoprodotto. Pertanto se un residuo viene inizialmente qualificato come rifiuto non potrà essere successivamente poi qualificato come sottoprodotto;
  • il produttore iniziale del residuo deve provare che, sin dalla produzione del residuo, non ha intenzione di disfarsene;
  • ogni soggetto che interviene lungo la filiera è tenuto alla dimostrazione dei requisiti richiesti dalle normative per la qualificazione come sottoprodotto, limitatamente a quanto è nella propria disponibilità e conoscenza;
  • la responsabilità della gestione del residuo come rifiuto ricade sul soggetto che se ne trova in possesso immediatamente prima che diventi rifiuto.

La circolare riesamina le modalità di risposta ai quattro requisiti previsti dall’art.184-bis del D.Lgs. 152/06 per la qualificazione di un residuo di produzione come sottoprodotto e non come rifiuto:

  1. la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione di cui costituisce parte integrante e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto
  2. è certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso processo di produzione o nel corso di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi
  3. la sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale
  4. l’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana.

 

Secondo quanto disposto dalla Decisione 955/2014/UE e dal Regolamento 1357/2014/UE, il 1° giugno 2015 è entrato in vigore il nuovo elenco dei codici di identificazione dei rifiuti (Elenco Europeo dei Rifiuti) e la nuova codifica per le caratteristiche di pericolo. Il nuovo elenco sostituisce l’allegato della decisione 2000/532/CE  e anche l’allegato I della parte IV del T.U.A. (D.Lgs. 152/06).

La società Magister è in grado di seguire la pratica per l’iscrizione all’albo per qualunque categoria.

L’Elenco Europeo dei Rifiuti si è reso necessario a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento CLP relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele. E’ evidente che si rende necessario verificare se l’applicazione delle nuove regole conduce a una diversa classificazione dei rifiuti prodotti dalle imprese.

A titolo di deroga, la direttiva 67/548/CEE potrà applicarsi a certe miscele fino al 1° giugno 2017, se queste sono state classificate, etichettate e imballate in conformità della direttiva 1999/45/CE e immesse sul mercato prima del 1° giugno 2015.

Il nuovo elenco è suddiviso in 20 capitoli, che produttori e detentori di rifiuti devono utilizzare al fine di una corretta identificazione degli stessi.

La società Magister si occupa di predisporre le opportune perizie tecniche per i mezzi dedicati al trasporto di rifiuti per qualunque categoria

+Con deliberazione n. 3 del 13/7/2016 l'Albo Gestori Ambientali detta nuovi criteri, requisiti e modalità per l'iscrizione delle imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti sul territorio italiano (categoria 6). La nuova delibera è in vigore dal 15/10/2016 e da questa data abroga le delibere precedenti. Le novità più significative sono:

  • la definizione del nuovo modello di iscrizione (allegato A) che deve essere presentato in modalità esclusivamente telematica
  • l’individuazione della dotazione minima di veicoli e di personale (allegato B), sulla base della portata utile complessiva dei veicoli in relazione alla quantità dei rifiuti previste nelle classi di iscrizione
  • la definizione del requisito della capacità finanziaria e, nell’allegato C, la definizione dello schema di attestazione di affidamento bancario rilasciato dalle imprese autorizzate all’esercizio del credito
  • per il responsabile tecnico, in attesa delle ulteriori determinazioni dell’Albo, la delibera prevede che l’incarico sia assunto dal legale rappresentante
  • le imprese già in possesso di ricevuta d’iscrizione, in base alle delibere precedenti, hanno 120 giorni di tempo dall’entrata in vigore delle nuove modalità (fino al 12/2/2017) per presentare domanda in base alle nuove disposizioni e potranno continuare ad operare sulla base della ricevuta d’iscrizione fino alla notifica del provvedimento d’iscrizione

 

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